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Tonfo di Piazza Affari: crollano i bancari

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Piazza Affari e le principali borse europee in forte ribasso nell’ultima seduta della settimana, in scia ai timori per la situazione della Grecia. Anche oggi pioggia di vendite sui bancari: spicca lo scivolone subito dal Monte dei Paschi di Siena. Seduta negativa per i petroliferi, nonostante a New York il prezzo del greggio sia tornato sopra i 56 dollari al barile. 
Il FTSEMib ha perso il 2,4% a 23.044 punti, terminando la settimana con un ribasso del 3,49%. Il FTSE Italia All Share è sceso del 2,42% a 24.625 punti. Performance decisamente negative anche per il FTSE Italia Mid Cap (-2,58%) e il FTSE Italia Star (-1,93%). Oggi sono scaduti i contratti di opzione sulle azioni e sugli indici con termine ad aprile. Il valore di regolamento del FTSEMib è stato fissato a 23.591 punti. Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 4,94 miliardi di euro, rispetto ai 4,44 miliardi di ieri. Su 349 titoli trattati, 302 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state solo 40. Invariate le rimanenti sette azioni.
L’euro è tornato sotto gli 1,08 dollari. L’oro è risalito a 1.205 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato-scendePioggia di vendite sui bancari.
Affonda il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano ha subito una flessione del 4,56% a 0,576 euro. Ieri l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio dell’esercizio 2014, chiuso con una perdita netta civilistica di 5,44 miliardi di euro, e ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione che resterà in carica nel triennio 2015/2017: Alessandro Profumo è stato confermato alla presidenza della banca. Inoltre, l’assemblea del Monte dei Paschi di Siena ha approvato l’aumento di capitale per massimi 3 miliardi di euro e il raggruppamento delle azioni ordinarie nel rapporto di una nuova azione ogni 20 esistenti. Intanto, con riferimento alla vicenda Nomura/Alexandria, il Monte dei Paschi di Siena ha precisato che la cifra di un miliardo di euro riportata dai media è stata stimata dalla banca a fine gennaio 2015 e rappresenta il potenziale corrispettivo da riconoscere a Nomura nel caso, ad oggi ipotetico, di una chiusura dell’operazione e non invece l’impatto che emergerebbe sul conto economico e sul patrimonio regolamentare dell’istituto. Infine, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 9 aprile UBS Group ha ridotto la partecipazione detenuta nel capitale del Monte dei Paschi di Siena, portandola dal 3,335% all’1,485%.
Male gli istituti popolari. La Popolare di Milano ha perso il 3,61% a 0,895 euro, mentre UBI Banca ha terminato la giornata con un ribasso del 4% a 7,075 euro.
Chiusura decisamente negativa anche per IntesaSanpaolo (-3,68% a 2,984 euro) e per Unicredit (-3,54% a 5,99 euro).

Seduta negativa per i petroliferi, nonostante a New York il prezzo del greggio sia tornato sopra i 56 dollari al barile.
Saipem ha limitato i danni (-0,93% a 11,67 euro). Jp Morgan ha iniziato la copertura sulla società con un prezzo obiettivo di 9,35 euro e un giudizio “Underweight” (sottopesare). Gli esperti ritengono che il competitor Technip abbia una migliore gestione operativa e un migliore posizionamento competitivo. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che ODEY Asset Management ha incrementato la posizione corta su Saipem, portandola dallo 0,97% all’1,27%. La stessa commissione ha segnalato che Oceanic Investment Management Limited ha ridotto lo “short” sulla società, portandolo dallo 0,5% allo 0,33%.
ENI ha terminato la seduta con un ribasso del 2,2% a 16,86 euro.

UnipolSAI ha ceduto il 3,85% a 2,648 euro. La compagnia assicurativa ha venduto l’intera partecipazione detenuta in Sorin (-1,44% a 2,868 euro), corrispondente a 21.852.500 azioni ordinarie e pari al 4,565% del capitale. Il corrispettivo unitario è stato pari a 2,81 euro, per un controvalore complessivo di 61,41 milioni di euro.

CNH Industrial ha perso l’1,35% a 8,045 euro. Equita sim ha alzato a 8,7 euro il prezzo obiettivo sulla società, sull’ipotesi di eventuali operazioni straordinarie. Tuttavia, gli esperti hanno peggiorato da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere) il giudizio, dopo il forte rialzo registrato dal titolo da inizio anno. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che ODEY Asset Management ha incrementato la posizione corta su CNH Industrial, portandola dallo 0,71% allo 0,86%. Al contrario Adelphi Capital ha ridotto dallo 0,6% allo 0,51% lo “short” sul titolo. La stessa Consob ha comunicato che Citadel Europe ha aperto una posizione corta su CNH Industrial con una quota dello 0,54% del capitale.
Exor ha ceduto l’1,99% a 42,35 euro. Gli analisti di UBS hanno alzato da 35 euro a 44 euro il target price sulla holding di casa Agnelli. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”. Indicazione simile da Banca IMI, che ha incrementato da 30,9 euro a 46 euro il prezzo obiettivo su Exor. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

Finmeccanica ha lasciato sul terreno il 2,41% a 11,36 euro. Gli analisti di Goldman Sachs hanno ripreso la copertura sulla società con l’indicazione di acquisto delle azioni, sulla base di un prezzo obiettivo di 13,2 euro.

EI Towers ha registrato una flessione del 2,26% a 51,9 euro. Il consiglio di amministrazione della RAI ha nuovamente bocciato l’offerta d’acquisto presentata dalla società che fa capo a Mediaset sulla controllata Rai Way (-6,24% a 3,94 euro), anche nel caso in cui l’operazione riguardasse solo il 40% del capitale dell’azienda.

YOOX è scesa dell’1,27% a 29,43 euro. Deutsche Bank ha alzato da 25 euro a 32 euro il prezzo obiettivo sulla società, segnalando che la fusione con Net-A-Porter determinerà una forte crescita dell’utile per azione nel biennio 2017/2018. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Intanto, secondo quanto si apprende dalle comunicazioni della Consob sulle partecipazioni rilevanti UBS è scesa sotto al 2% (esattamente all’1,463%) del capitale di YOOX.

BB Biotech ha recuperato lo 0,21% a 281,7 euro. Il fondo svizzero ha chiuso il primo trimestre del 2015 con un utile netto di 393,88 milioni di franchi svizzeri, risultato che si confronta con i 65,65 milioni dei primi tre mesi dell’esercizio precedente. Sulla base dell’analisi dei fondamentali, il management di BB Biotech prevede che il 2015 sarà un altro anno positivo per gli investitori in ambito biotech. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Equita sim hanno alzato da 320 euro a 339 euro il target price su BB Biotech, in seguito alla revisione della valutazione delle partecipazioni in portafoglio. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

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