Home / Economia e Finanza / Università e lavoro: un binomio non facile

Università e lavoro: un binomio non facile

(PRIMAPRESS) – ROMA – Un tempo l’Italia era nota anche e soprattutto per la qualità delle sue strutture universitarie: da anni, però, i nostri atenei sono scesi sempre più in basso nelle classifiche di gradimento europee, tanto da mettere in grande difficoltà tutti gli studenti che mirano al conseguimento di un titolo di studio necessario per poter aver accesso ad un lavoro soddisfacente e, dunque, ad un futuro vivibile. Le nostre università, infatti, sono sempre più spesso cadenti e decadenti, sia nella struttura degli edifici che nella classe docente: molti professori sono infatti anziani, non in linea con le nuove professioni e chiusi in metodi d’insegnamento oramai antidiluviani. Quando poi lo studente deve anche combattere con il contemporaneo svolgimento di un lavoro, la situazione diventa ancor più complessa.

La soluzione per gli studenti lavoratori

Un modo molto efficace per conseguire la laurea senza perdere molti anni da fuoricorso, è l’iscrizione a un ateneo telematico riconosciuto dal Miur, che possa dunque garantire il conseguimento di un titolo di studio della medesima valenza della classica laurea. Una delle più famose università online è la Niccolò Cusano che offre un perfetto esempio di come un’università tagliata a misura di lavoratore dovrebbe essere: le lezioni possono essere seguite dal pc agli orari che si preferiscono, e restano comunque disponibili 24 ore su 24 sulla piattaforma di e-learning, e inoltre è sempre possibile recarsi un sede fisica per sbrigare pratiche che richiedono più attenzione. Così facendo, sarà davvero agevole coniugare il lavoro con lo studio, senza perdere anni molto preziosi, e ottenendo una specializzazione che possa permettere di ambire a posizioni lavorative migliori. 

Le difficoltà degli studenti lavoratori

Gli studenti lavoratori sono senza dubbio i più penalizzati dalla situazione delle università italiane. Oltre a dover combattere contro la povertà formativa delle nostre università, devono anche cercare di adeguarne gli orari restrittivi a quelli imposti dalla propria professione. Rimanere indietro con gli esami, dunque, diventa una autentica missione impossibile. Inoltre, lo Stato sta sempre più spesso portando avanti una politica universitaria che ha lo scopo di fare la guerra ai fuoricorso: gli atenei con più studenti, infatti, costano di più. Di conseguenza, le tasse universitarie aumentano di oltre il 50% per chi non riesce a laurearsi in tempo, andando ad aumentare le già numerose difficoltà di chi lavora.

Senza poi considerare le già altissime spese da affrontare, fra acquisto del materiale didattico, spese per il trasporto pubblico e ovviamente gli altissimi affitti degli appartamenti, soprattutto nelle metropoli italiane. Non tutto, però, è perduto: è bene specificare che le università stanno adottando delle misure per tutelare gli studenti lavoratori, come ad esempio la possibilità di poter usufruire di assenze giustificate per un 20% delle lezioni e, soprattutto, l’apertura di appelli straordinari per i lavoratori che hanno necessità di concludere il prima possibile la propria esperienza da fuori corso.

  – (PRIMAPRESS)

About direzione@primapress.it RED-CENTRALE

Check Also

Apple investe 1mld per Didi in Cina